giovedì 31 dicembre 2015

La milonga che vorrei nel 2016

Ultimo dell'anno, tempo di bilanci e desideri... E un regalo da stampare (guarda in fondo al post!).

Per il 2016, ecco la milonga che vorrei:

Vorrei essere abbracciata con il cuore, e non usata come vetrina per l'esibizione del mio compagno di ballo.

Vorrei che le ronde fossero ordinate, scorrevoli, armoniose, in modo da minimizzare il pericolo "tacco-nel-polpaccio" - e poi perché così è più bello, diciamolo.




sabato 26 dicembre 2015

Un abbraccio di buone feste!

Riemergo da una settimana intensa, fatta di preparativi, regali fatti a mano, chiacchiere con le persone che amo, ricette e decorazioni natalizie, coccole ai gatti, un trasloco (sì, perché quando torno a casa, da Milano, mi porto dietro mezzo appartamento!), tanti biscotti, e molto poco tango.

Perché io faccio parte di quelle persone che non hanno una, ma mille passioni, e quindi - in certi periodi dell'anno e della vita - anche il tango passa in secondo piano, e emergono le persone. Le più importanti della mia vita, poi, non ballano: e quindi sono io a rinunciare a un po' di me per stare con loro.

sabato 12 dicembre 2015

Cosa regalare a un tanguero per natale?

Ho appena scritto la mia letterina a Babbo Natale (immediatamente condivisa tra amici e parenti), stufa di regali inutili che non so dove mettere e che mi vergogno a riciclare... Quest'anno i soldini sono pochi, quindi meglio andare sul sicuro - mi sono detta.
E poi ho pensato: ma perché non compilare una lista di spunti e suggerimenti per regali utili e che verranno sicuramente apprezzati da tutti gli amici tangueri?

Ecco quindi la lista di cose che ogni tanguero sogna di ricevere per natale; ci sono idee per tutte le tasche!

Disclaimer: non sono stata pagata da nessuno per scrivere questo post, e tutto quello che vi dico è frutto della mia personale esperienza e di molte ferite al portafoglio!


1. Un buono per una lezione privata di tango

Se ormai molti di noi non seguono più corsi fissi, tutti gradiscono un piccolo "rinfreschino", magari con un maestro argentino in tour europeo, o con il proprio insegnante del cuore. Durante la lezione privata, potremo chiedere di approfondire quel passo che non ci vuole proprio venire, o di lavorare su equilibrio, o musicalità, o tecnica. E magari riusciremo a piazzare la lezione prima della festa di capodanno, così da essere in perfetta, perfettissima forma!

Costo: *****
Suggerimento: la cosa migliore è indagare direttemente con il destinatario del regalo, soprattutto se tu non balli il tango e non ne capisci nulla di stili e maestri di tango.

lunedì 7 dicembre 2015

martedì 1 dicembre 2015

Una milonga porteña... a Rovigo

"La Milonga Porteña", foto di Sergio Caselli
La Milonga Porteña di Rovigo è un'istituzione, in Veneto e non solo. Quest'anno festeggerà i 9 anni di vita, e li porta benissimo!
"Creatura" di Elisabetta Cavallari, affascinante e intransigente padrona di casa, la Porteña è l'equivalente di un ristorante stellato: esclusiva, élitaria, la parola d'ordine è "qualità". Qualità della musica, del tango, dell'atmosfera. E quindi, ça va sans dire, dei ballerini: pochi ma buoni, e soprattutto equamente divisi tra uomini e donne. Scusate se è poco!
La Porteña è, come si legge sul sito, «non un locale prestato al tango, ma nato per ballare il tango argentino applicando “los codigos milongueros” delle migliori milonghe di Buenos Aires». Questo significa, senza possibilità di deroga, mirada, cabeceo, ronda (ordinata), tande e cortine (curate).

domenica 29 novembre 2015

Nella testa di un tanguero (maschio)

Cosa pensa un ballerino di tango, mentre balla? 


Eh sì, signore mie! Perché i nostri amati e odiati ballerini, mentre ballano, devono - a differenza nostra - mantenere un'intensa attività cerebrale (niente battute trite sull'attività cerebrale degli uomini, vi prego!).
I poverini, infatti, quando ballano non possono permettersi di rilassarsi. Questa è una lista (non esaustiva) delle 5 cose che devono tenere sotto controllo:

1. La propria ballerina 

A che livello è? Questo lo saprà fare? È contenta? Capisce? La stringo troppo? Troppo poco?
 
Sembra scontato, ma non lo è per niente. Quante di noi si sono trovate tra le braccia di un pazzo scatenato che sembrava ignorare le regole base della fisica, tipo che anche noi abbiamo un baricentro, una massa e un equilibrio? Ebbene, questo Animale da Tango ha un nome: è Quello che Balla come se Tu - Donna - Non Esistessi.

2. Gli altri ballerini 

Questo qui davanti non si muove. Questo qui davanti mi sta tagliando la strada. E questo da dove sbuca fuori? La freccia, se giri metti la freccia!

Ebbene sì: non si balla mai da soli. Ci sono sempre un sacco di altre coppie - di altri ballerini - che si mettono in mezzo, che muovono le loro gambette, che si spostano in modo imprevedibile e che sono spaventosamente vicini. E del resto, la cosa è reciproca: parafrasando una celebre frase, "siamo sempre gli 'altri' di qualcun altro".

Uomo barbuto che balla il tango
"Tango Formal", di Marshall McFarland, su licenza CC BY


martedì 17 novembre 2015

Il più grande tanguero della Pampa... e altre storie

Francesco Scarrone, Di lama e d'ocarina, Gorilla Sapiens Edizioni
Francesco Scarrone non balla il tango, eppure ha scritto un libro bellissimo di storie di tango. Sto parlando di Di lama e d’ocarina, Gorilla Sapiens Edizioni, che per un periodo ha rischiato di chiamarsi come questo blog ma poi per fortuna (così non ho dovuto uccidere nessuno) ha trovato un titolo ben più poetico.
Come capita spesso, il tango è metafora di un viaggio interiore: Di lama e d’ocarina è un racconto di formazione, il primo dei 13 che compongono la raccolta e raccontano tutte le sfumature e le emozioni di questo ballo, il più lungo e ironico.
Quando ho scoperto questo libro, un paio di anni fa, me ne sono innamorata, e ho "perseguitato" Francesco su Facebook, tanto che mi ha concesso questa lunga e interessantissima intervista, con lo stile brillante che si ritrova anche nel suo libro.
Giornalista, scrittore e sceneggiatore, classe 1977, due figli piccoli da mantenere a pannolini, vive in Francia ("in Francia. Mica a Parigi"), odia i social network e cerca un modo per vivere scrivendo cose serie, tipo libri o sceneggiature, altro che blog e post e cagatelle per l'internet.
Che dite, siete pronti, cominciamo?

venerdì 13 novembre 2015

In His Shoes - Nelle sue scarpe (di lui)

Ballo il tango da quasi 10 anni. E sono dieci anni che mi lamento dei ballerini uomini: imbranati, non sentono la musica, non sanno abbracciare, non sanno stare in pista, ti massacrano i piedi, ti fanno fare sempre gli stessi tre passi…

Ragazze, qualcuna si riconosce?

Ebbene, a voi, proprio a voi, voglio raccontare una storia.

"El Tango de Roxane", di Lieven Soete, su licenza CC BY


giovedì 5 novembre 2015

Fuori dalla gabbia

"Creative Freedom", di Wes Lindberg, su licenza CC BY

Libertà... non ti rendi conto di quanto ti è mancata finché non la riassapori. "Sono fuori dalla gabbia", ho pensato.

Finalmente. Me lo meritavo.

Mesi di dolore sordo e costante, somatizzazioni, piccole frustrazioni mascherate da sorrisi e autoironia. Perché noi donne siamo così forti? Ma soprattutto, perché abbiamo una soglia del dolore così alta? (Maledetta Natura, che ci hai costruite come macchine da parto.)

Ogni tanto, vorrei essere nata debole. Mediocre, ma felice.


E invece no, eccomi qui, meravigliosamente (?) complicata, rompicoglioni quanto basta, e altamente infiammabile.

lunedì 2 novembre 2015

Mutande da tango - Tango Underpants

Che mutande usate quando ballate il tango? I mutandoni della nonna, oppure mutandine di raso e pizzo? (Vale anche per gli uomini: slip bianchi lisi o boxer neri super sexy?)


Se la risposta è "Tanto, non importa a nessuno", allora continuate a leggere: questo post fa per voi.

"Tanto, nessuno le vedrà tranne me": è così che risponde la protagonista di Tango Underpants (letteralmente, "mutande da tango"), corto diretto da Khrob e Miranda Edmonds a partire da un racconto di Carolyn Swindell.

venerdì 30 ottobre 2015

Un rossetto (rosso) ci salverà

Ovvero La perfezione della seconda scelta

Ieri ho comprato un rossetto rosso.
Qualcuno mi dirà: e che c'entra questo col tango, stai andando fuori tema.
C'entra, c'entra... il rossetto rosso c'entra con tutto, nella vita di una donna.

Innanzitutto, lo sapevate che le vendite di rossetti rossi aumentano, con la crisi? Non me lo sto inventando: qualcuno ci ha fatto uno studio scientifico, con tanto di "red lipstick index".

E io posso confermarlo: un rossetto rosso magari non ti cambia la vita, ma sicuramente ti svolta la giornata (alla modica cifra di 19 euro: molto più economico di una seduta dall'analista, e l'effetto è più immediato).

"Lipstick" di Mitchell Bartlett, su licenza CC BY

lunedì 26 ottobre 2015

Un (gradito?) ritorno

Che impressione. Tornare in queste stanze, dopo tre anni che le diserto.
Eppure, è sempre casa. Raccontango è proprio dove è più profondo il mio cuore.

Sono tanti, tre anni. Sono successe mille cose, in questi tre anni.
Per esempio, mi sono sposata. E ho cambiato lavoro. E città.

Il tango, però, resta. Sono cambiate le persone, i luoghi, le milonghe...
Non è cambiato il mio spirito libero, la mia ostinata volontà di non legarmi a un gruppo, a una scuola, a un maestro...

Perché a ballare continuo a andarci. Non spesso, no. Ci sono troppe cose che mi fanno male: l'indifferenza, lo snobismo di certi tangueri, la solitudine, i piedi...
Ballare ora è un lusso che mi concedo di rado, come si fa con il vino buono, un vestito di qualità, una serata a teatro.

Però - proprio per questo - me lo devo gustare per bene.

Con l'età sto diventando sempre più esigente, e ballare tutte le sere non mi interessa più - non mi basta più.

Sta succedendo la stessa cosa anche nella mia vita professionale: quello che faccio non mi basta più. E infatti non è un caso che sia qui, a scrivere di tango e di vita.

Sento di aver perduto, un'altra volta, la mia strada. E forse, anche questa volta, il tango mi aiuterà a ritrovarla.

 

tango - piedi
"Tango - feet" di Barbara Willi, su licenza CC BY / Trasformata in bianco e nero