martedì 6 luglio 2010

La magia del tango

Recentemente, ho accettato un invito che non avevo cercato, proveniente da un uomo sconosciuto e che non avevo neppure mai visto ballare (e quindi, di fatto, una specie di appuntamento al buio).

Già dall’abbraccio ho capito che poteva esserci feeling: confortevole, morbido, ma anche saldo.

Insomma: un abbraccio “da occhi chiusi”. 

Due tangueri si abbracciano a occhi chiusi
"Tango", foto di Iolez Deniel, su licenza CC BY

Dopo il primo tango della tanda ci siamo staccati con un certo dispiacere, e alla fine del secondo il mio compagno di cinque minuti mi ha detto una cosa che mi ha sorpreso, perché gliel’avrei potuta dire io: “Brava, davvero piacevole ballare con te. Con certe persone, come dire, ‘funziona’: sembra impossibile credere di non aver mai ballato insieme, noi due, perché ci capiamo perfettamente.

Ma è questa la magia del tango, no?”.


E, proprio perché la magia è destinata a finire, dopo l’ultima nota della tanda ci siamo lasciati con un sorriso, con un nome che forse ricorderemo, forse no, ma anche con la sensazione fortissima di essere stati profondamente capiti, almeno per dieci minuti, da un perfetto sconosciuto.

6 commenti:

  1. Hai proprio ragione, succede molto spesso, ed è questo il bello :-)
    Ho scoperto proprio oggi questo tuo "diario", davvero molto simpatico! Continua così!
    Un abbraccio

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    1. Grazie Valeria! Ho ricominciato a scrivere, spero che tu continui a seguirmi! :)

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    1. Grazie Emanuela! Per me era la prima volta che mi capitava... era una magia! <3

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  3. Risposte
    1. Grazie, Rosario! A presto su altri post. ;)

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