giovedì 5 novembre 2015

Fuori dalla gabbia

"Creative Freedom", di Wes Lindberg, su licenza CC BY

Libertà... non ti rendi conto di quanto ti è mancata finché non la riassapori. "Sono fuori dalla gabbia", ho pensato.

Finalmente. Me lo meritavo.

Mesi di dolore sordo e costante, somatizzazioni, piccole frustrazioni mascherate da sorrisi e autoironia. Perché noi donne siamo così forti? Ma soprattutto, perché abbiamo una soglia del dolore così alta? (Maledetta Natura, che ci hai costruite come macchine da parto.)

Ogni tanto, vorrei essere nata debole. Mediocre, ma felice.


E invece no, eccomi qui, meravigliosamente (?) complicata, rompicoglioni quanto basta, e altamente infiammabile.

lunedì 2 novembre 2015

Mutande da tango - Tango Underpants

Che mutande usate quando ballate il tango? I mutandoni della nonna, oppure mutandine di raso e pizzo? (Vale anche per gli uomini: slip bianchi lisi o boxer neri super sexy?)


Se la risposta è "Tanto, non importa a nessuno", allora continuate a leggere: questo post fa per voi.

"Tanto, nessuno le vedrà tranne me": è così che risponde la protagonista di Tango Underpants (letteralmente, "mutande da tango"), corto diretto da Khrob e Miranda Edmonds a partire da un racconto di Carolyn Swindell.

venerdì 30 ottobre 2015

Un rossetto (rosso) ci salverà

Ovvero La perfezione della seconda scelta

Ieri ho comprato un rossetto rosso.
Qualcuno mi dirà: e che c'entra questo col tango, stai andando fuori tema.
C'entra, c'entra... il rossetto rosso c'entra con tutto, nella vita di una donna.

Innanzitutto, lo sapevate che le vendite di rossetti rossi aumentano, con la crisi? Non me lo sto inventando: qualcuno ci ha fatto uno studio scientifico, con tanto di "red lipstick index".

E io posso confermarlo: un rossetto rosso magari non ti cambia la vita, ma sicuramente ti svolta la giornata (alla modica cifra di 19 euro: molto più economico di una seduta dall'analista, e l'effetto è più immediato).

"Lipstick" di Mitchell Bartlett, su licenza CC BY

lunedì 26 ottobre 2015

Un (gradito?) ritorno

Che impressione. Tornare in queste stanze, dopo tre anni che le diserto.
Eppure, è sempre casa. Raccontango è proprio dove è più profondo il mio cuore.

Sono tanti, tre anni. Sono successe mille cose, in questi tre anni.
Per esempio, mi sono sposata. E ho cambiato lavoro. E città.

Il tango, però, resta. Sono cambiate le persone, i luoghi, le milonghe...
Non è cambiato il mio spirito libero, la mia ostinata volontà di non legarmi a un gruppo, a una scuola, a un maestro...

Perché a ballare continuo a andarci. Non spesso, no. Ci sono troppe cose che mi fanno male: l'indifferenza, lo snobismo di certi tangueri, la solitudine, i piedi...
Ballare ora è un lusso che mi concedo di rado, come si fa con il vino buono, un vestito di qualità, una serata a teatro.

Però - proprio per questo - me lo devo gustare per bene.

Con l'età sto diventando sempre più esigente, e ballare tutte le sere non mi interessa più - non mi basta più.

Sta succedendo la stessa cosa anche nella mia vita professionale: quello che faccio non mi basta più. E infatti non è un caso che sia qui, a scrivere di tango e di vita.

Sento di aver perduto, un'altra volta, la mia strada. E forse, anche questa volta, il tango mi aiuterà a ritrovarla.

 

tango - piedi
"Tango - feet" di Barbara Willi, su licenza CC BY / Trasformata in bianco e nero